MENECMI

15,00

Teatro Europeo Plautino apre alla possibilità di vedere online le registrazioni professionali dei propri spettacoli!

 

Insegnanti, studenti o semplici spettatori che vogliono assaporare la magia del teatro, senza per questo dimenticare l’insostituibile esperienza della visione dal vivo, possono da oggi fruire delle produzioni della compagnia.

 

Al pagamento di una piccola quota che andrà a sostenere le attività della compagnia (e questo servizio) si otterrà un link privato per la visione dello spettacolo.

 

N.B: abbiamo deciso di NON rendere il link a scadenza, che resterà pertanto nelle disponibilità dell’acquirente per tutto il tempo necessario.
Questo perché crediamo nell’importanza della condivisione, ma soprattutto nella correttezza di chi ci segue da anni 😉

 
 

COD: v001 Categoria:

Descrizione

di Tito Maccio Plauto
produzione 2019
registrato in occasione della Prima Nazionale, Plautus Festival 2019

 

 

regia: Cristiano Roccamo
con: MASSIMO VENTURIELLO

e con: Massimo Boncompagni, Simone Cástano, Gianluca d’Agostino, Rossella Amato

scene: Matteo Soltanto
costumi: Gloria Fabbri e Micol Bezzi
musiche originali: Sara Castiglia
disegno luci: Pietro Sperduti
direttore organizzativo: Riccardo Bartoletti
organizzazione: Valentina Santi
direttore di scena: Antonio Salerno
tecnica: Eric Castiglia

 

 

SINOSSI

Dopo la scomparsa di Menecmo I a Taranto, il fratello gemello viene ribattezzato con il nome di Menecmo II.

Nel frattempo, Menecmo I si ritrova ad Epidamno, dove diviene adulto, prende moglie e anche un’amante; i suoi loschi affari scivolano tranquilli e inosservati fino all’arrivo in città di Menecmo II, accompagnato dal suo servo Messenione.

L’omonimia e l’aspetto identico dei due fratelli genera una serie esilarante di fraintendimenti, palesi al pubblico ma ignorati dai protagonisti, e per questo capaci ancor più di alimentare l’attenzione degli spettatori.

I qui pro quo fra i personaggi proseguono fino allo scioglimento finale, momento lieto in cui i due Menecmi si incontrano per realizzare, finalmente, la radice comune e la sfortunata maturazione diversa dei loro destini.

La messa in scena è fedele alle originarie indicazioni del commediografo; l’allestimento è essenziale, le entrate e le uscite scandiscono il ritmo di una commedia a tutti gli effetti.

Gli attori sono cinque, e come da tradizione i ruoli interpretati sono di più. La recitazione è spensierata e vivace, e riesce a rendere perfettamente la trama di intrighi della commedia. Le dinamiche fra servi e padroni, i litigi e le passioni plautine sono gradevolmente accentuate dallo spettacolo, il quale è brillante nell’accostare azzeccate improvvisazioni a perle linguistiche cadute oramai in disuso.

 

 

NOTE DI REGIA

Questo testo di Plauto è ritenuto essere fra i più antichi ed esemplari modelli della commedia degli equivoci, in cui i personaggi sono di regola immischiati in un susseguirsi di malintesi perfetti.

Anche in questo allestimento ho lavorato insieme agli attori per costruire uno spettacolo che non fosse solo di parola, quella parola che comunque rimane il pilastro del genio plautino e del nostro MENECMI.

Così come è lecito pensare che nell’antichità le rappresentazioni plautine non fossero semplicemente dialoghi (i cantica ne sono un esempio) è stato lecito costruire lo spettacolo usando il canto, la fisicità degli attori, la musica, le maschere latine e della Commedia dell’Arte.

Lo spettacolo ci fa comprendere come Plauto sia ancora oggi di estrema attualità, nelle parole, nei temi, nei personaggi, ed in tutto ciò che lo spettatore “vive” nel leggere e nell’assistere alle opere plautine.

 

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